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Informazione piatta e paura generalizzata stanno producendo, e non da oggi, profonda indifferenza e diffusa rassegnazione.
Scena Prima - Un viaggiatore, disabile grave, diventa bersaglio della più cieca burocrazia, interpretata da saccenti e permalosi controllori, come nel pezzo in prima pagina su “La Repubblica” del 30 dicembre. Questi ultimi si accaniscono nell’assurda pretesa di 50 euro per sanare un’irregolarità che avrebbe richiesto unicamente una minima dose di buon senso: non potendoli ottenere, il ragazzo - senza braccia - viene fatto scendere dal treno, nella totale indifferenza dei passeggeri.
Scena Seconda – Lo scudo fiscale è più di un condono, è un opaco e immorale salvacondotto per gli evasori. Dietro corresponsione di una ridicola percentuale sui capitali trasferiti illegalmente all’estero, questi personaggi potranno continuare a detenere oltreconfine, aumentandole, somme importanti senza pagare un centesimo. Stando alle cifre oggi divulgate dal Ministero dell’Economia, a fronte di poco più di 90 miliardi di euro “scudati”, sarebbero entrati nelle casse dello stato circa 4miliardi di euro.
Due pesi e due misure: meglio schiacciare ulteriormente gli onesti e gli sfortunati, mentre si forniscono opportunità di ulteriore arricchimento a chi vive fuori dalla legalità e oltre ogni morale. Di sicuro l’uno e l’altro caso sono situazioni inaccettabili, che ci devono far riflettere ma soprattutto indignare.
Auguro a tutti un anno nuovo dove si possa, insieme, trovare la forza di invertire la rotta rispetto ad una crisi non solo economica.
Ritrovare il gusto dell’indignazione per costruire il futuro delle nostre nuove generazioni potrebbe essere un buon proposito, tanto per cominciare.
Andrea Clavarino
30 dicembre 2009